Erano anni che io e Graziano ci rincorrevamo per questi concerti in Germania. Sempre un imprevisto, sempre qualcosa che non tornava. Questa volta invece ero in zona, e nonostante i cento chilometri fino a Gütersloh, ho deciso di andarci. E ho fatto benissimo.

I Riserva Moac hanno spaccato. Sul palco si sono intrecciate le voci di Bianca, Eva e Fabio, sostenute dalla fisarmonica di Roberto, dal basso di Patrizio, dalla chitarra e dalla batteria di Graziano. È stata musica vera, potente, trascinante. Il pubblico ha ballato dal primo all’ultimo pezzo. Hanno proposto i loro brani più amati, da “Yalla Yalla” a “Chi se ne frega”, e quando i tedeschi hanno chiesto a gran voce il classico “Zugabe!”, loro hanno sorpreso tutti con una versione ska di “Cuore Matto”, un regalo esplosivo che ha mandato la piazza in visibilio.



E poi il backstage, con Graziano e un gruppo di tedeschi ancora stupiti. Nei loro occhi c’era la sorpresa. Non si aspettavano certo una band italiana così moderna, tecnica e travolgente. Per noi, poi, Graziano è un amico di casa: spesso presente alle nostre feste a Montorio, anche in manifestazioni come “Noi artisti di questa terra”. I Riserva Moac erano già stati a Paderborn a luglio, ora restano in zona per registrare un nuovo clip e domani ripartono per Lubecca. Il mio augurio è semplice: in bocca al lupo ragazzi, e grazie per averci regalato una serata così. Continuate a sorprendere, a emozionare, a far ballare. Perché se il pubblico tedesco vi ha chiesto ancora e ancora, un motivo c’è.














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