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ARTICOLI

Quando le parole lasciano ancora qualcosa

Nella splendida cornice della rassegna culturale “Autori in Biblioteca”, svoltasi a Termoli, il nostro caro professor Antonio Molino ha presentato i suoi ultimi lavori davanti ad un pubblico attento e partecipe.

“In principio era la scuola” e “Voci della memoria”


Non è stata soltanto una semplice presentazione di libri, ma un momento di riflessione collettiva sul valore della scuola, della memoria e del ruolo umano dell’insegnante nella società di ieri e di oggi.

Tra racconti, esperienze vissute e ricordi, Antonio Molino ha saputo ancora una volta riportare al centro qualcosa che spesso rischiamo di perdere: il valore delle persone, delle relazioni e delle storie quotidiane che costruiscono lentamente una comunità.

Ci sono persone che, silenziosamente, diventano parte del cammino di una comunità.
Il professor Antonio Molino, numero dopo numero, è una di queste.

Con i suoi racconti, le sue riflessioni e quella capacità sempre più rara di osservare il mondo senza urlare, Antonio è diventato negli anni una voce familiare per chi legge Il Ponte. Una presenza discreta ma autentica, capace di parlare di scuola, memoria, territorio e umanità con parole semplici ma mai banali.

In un tempo in cui tutto corre veloce, in cui spesso anche i pensieri sembrano consumarsi nel giro di pochi secondi, c’è ancora chi sceglie di fermarsi a raccontare. Raccontare le persone, i paesi, i ricordi, le piccole cose che sembrano invisibili ma che in realtà tengono ancora insieme le nostre comunità.

Ed è forse proprio questo il valore più grande degli scritti di Antonio Molino: ricordarci da dove veniamo.
Non con nostalgia sterile, ma con quella malinconia buona che appartiene ai paesi del Molise, alle biblioteche vissute, alle scuole di una volta, alle chiacchierate lente, alle generazioni che si incontrano ancora attraverso le parole.

Per noi de Il Ponte non è soltanto un autore che collabora ad ogni numero.
È una parte della nostra identità editoriale e umana.

E in fondo, in un piccolo paese o in una piccola comunità culturale, succede anche questo: ci si riconosce nelle persone che continuano a credere nel valore della cultura, della memoria e della condivisione.

Grazie Antonio, per quello che scrivi.
Ma soprattutto per come riesci ancora a farci sentire.

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