Quando pensammo di iniziare questa nuova avventura era pieno lockdown da Covid19, un giro di telefonate ad amici, la mia conoscenza informatica, un amico fidato ed ecco ci siamo!
Prima pubblicazione 25 Aprile 2021, eravamo in tanti, montoriesi, amici di Montorio e amici degli amici di Montorio, canadesi e uomini illustri. Tanti bei argomenti.
In questi 5 anni abbiamo creato articoli ogni 4 mesi, abbiamo fatto video interviste, video dei momenti rilevanti a Montorio, le feste patronali documentate live e tante altre cose. Abbiamo ricevuto un premio come team per dare continuità ad un progetto iniziato da Costanzo Colantonio presso “Noi Artisti di questa terra”, fornendo una copia cartacea come edizione speciale.
Dopo 5 anni posso capire le difficoltà che lo stesso Costanzo aveva per avere contributi da riportare sul giornale allora cartaceo, oggi quasi oblio. Troviamo difficoltà nell’avere richieste di scrivere articoli per lauree, matrimoni, nascite, morti…
Ed è proprio qui che nasce una riflessione, forse un po’ amara ma necessaria.
Siamo diventati spettatori del nostro stesso paese. Consumiamo immagini, scorriamo ricordi, mettiamo un “mi piace”, ma sempre più raramente ci fermiamo a raccontare. Eppure un paese vive solo se qualcuno lo scrive.
Il rischio non è che Il Ponte si fermi — finché ci sarà anche uno solo disposto a portarlo avanti, una strada si trova sempre — il rischio vero è che si perda la memoria collettiva, quella fatta di piccoli fatti, di nomi, di volti, di storie che non finiranno mai su un libro, ma che sono la sostanza di una comunità.
Perché un giornale di paese non è carta, non è un sito, non è un gruppo: è uno specchio. E uno specchio, se nessuno ci passa davanti, riflette il vuoto.
In questi anni siamo partiti in tanti. Oggi siamo rimasti in pochi a scrivere con continuità. Non è una colpa, è il segno dei tempi. Ma è anche un segnale che qualcosa va ripensato.
Per questo, questo anniversario non vuole essere solo una celebrazione.
Vuole essere una domanda.
Chi vuole raccontare Montorio oggi?
Non servono scrittori, non servono giornalisti. Servono persone.
Una foto con due righe.
Un ricordo di famiglia.
Un pensiero su una festa.
Una storia che altrimenti resterebbe solo in cucina, tra quattro mura.
Il Ponte è nato per collegare, non per sostituire.
E un ponte, se non viene attraversato, prima o poi resta sospeso nel vuoto.
A chi c’è stato dall’inizio — Antonello De Luca, Sofia Consolo, Marco e Antonio Molino, Luisa Di Nardo, Lisandro Luis Chiavaro, Denise Iacarella, Chiara Vitulli — e a chi si è aggiunto strada facendo, va un grazie sincero. Senza di loro questi cinque anni non esisterebbero.
Ma se vogliamo arrivare ai prossimi cinque, serve qualcosa in più:
serve che questo progetto torni ad essere di tutti.
Il 25 aprile, per noi, non è solo una data simbolica.
È un nuovo inizio.
Sta a noi decidere se attraversarlo.




Nessun commento