Guardando questa fotografia
della Villa comunale del mio paese,
da lontano, dal mio Canada,
il mio cuore è tornato indietro nel tempo,
fino al lontano 1956.
Quanta strada ha fatto il tempo
da quando ero bambina!
La Villa c’era anche allora,
ma era diversa da quella che vedo oggi.
Sotto una grande quercia (la chiamavano la quercia delle bugie)
si sedevano i vecchietti del paese,
parlavano del più e del meno,
e trascorrevano lentamente
le loro giornate.
Quella grande quercia,
che ancora vive nei miei ricordi,
oggi non c’è più.
Il tempo l’ha portata via,
come tante cose della nostra giovinezza.
E oggi, guardando quella fotografia,
vedo una Villa tutta cambiata:
una bella fontana
con l’acqua che zampilla,
le panchine,
e tanti bambini
che corrono, giocano e ridono.
E le loro risate
sembrano arrivare fino a me,
oltre il mare,
oltre gli anni,
fino al cuore di una donna
che non vive più nel suo paese,
ma che il suo paese
non ha mai smesso di amarlo.
I bambini sono i fiori della Terra,
sono l’arcobaleno della vita,
sono la speranza e i sogni del domani.
Corrono, saltano,
si arrampicano sugli alberi,
sempre in movimento,
come api che volano
di fiore in fiore.
Fanno carezze ai nonnini,
con le loro manine innocenti,
e sono dolci come il miele,
teneri come gli scoiattolini.
Le loro risate genuine
possono illuminare
anche una giornata triste e piovosa.
Basta un sorriso di bambino
e sembra che ritorni il sole.
Sono come i fringuelli
che al mattino di primavera
trillano tra gli alberi
ricamati di mille colori.
Guardando questa fotografia,
io vedo il presente,
ma nel mio cuore
rivedo anche il passato.
Rivedo quella grande quercia,
i vecchietti seduti all’ombra,
le loro voci,
il mio paese di allora
e la bambina che ero.
Oggi la Villa è più bella,
piena di vita e di colori,
e quei bambini che giocano
sono il futuro del mio paese
e del mondo intero.
Il mondo ci è stato prestato
e noi dobbiamo averne cura.
Per questo prendiamoci cura dei bambini,
perché nelle loro mani
c’è l’avvenire.
Grazie, Signore,
per questo dono meraviglioso:
i bambini.
E grazie anche a te,
mio caro paese,
perché anche se sono lontana
e tanti anni sono passati,
basta una fotografia
per farmi tornare a casa.
La mia Villa comunale,
il mio paese,
i miei ricordi…
vivono ancora nel mio cuore.

Scritto da
Filomena Di Michele Paventi
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