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Pasqua 2026, tra emergenza maltempo ed un paese sempre più vuoto

Quest’anno la Pasqua a Montorio ha avuto un sapore strano. 

Le forti piogge ed alluvioni hanno messo a rischio il rientro di tantissimi di noi, alcuni di fatto vi hanno rinunciato, con la conseguenza che il paese non si è riempito come di solito avviene in questo periodo.

Il venerdì santo è stata una giornata tipicamente invernale con tanto freddo e nebbia, e unita al fatto che il nostro parroco Don Giovanni sta affrontando una malattia importante e debilitante, si è preferito non fare la consueta processione della Via Crucis per le vie del paese.

I riti tipici della giornata si sono svolti interamente in chiesa, dove purtroppo non si arrivava a contare 50 fedeli.

Resiste fortunatamente uno “zoccolo duro” di donne ed uomini che cantano, si alternano nelle letture, che partecipano alle liturgie rendendole più ricche e vive. 

Purtroppo però è mancata l’atmosfera , l’emozione, il coinvolgimento che solo quella processione per le vie del paese sa dare.

I successivi 3 giorni invece hanno visto un sole splendido ed anche un bel tepore. 

Ci siamo dedicati a delle passeggiate in un verde mozzafiato e alla raccolta degli asparagi selvaggi,  la piazza si è riempita nella mattina di Pasqua di giovani e meno giovani che si sono attardati per un aperitivo all’aria aperta prima del lauto pranzo pasquale.

La Pasquetta è stata all’insegna del bel tempo e tutti fuori tra grigliate e picnic.

Alla ripartenza ci siamo dati tutti appuntamento alla prossima estate quando, sicuramente più numerosi, torneremo a riempire vicoli e case e a trascorrere le nostre giornate nei posti in cui affondiamo le nostre radici.

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